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Come Funziona il Pacchetto Energetico HotBiLL 

Sottocrivendo la nostra convenzione, avrete un servizio di gestione e consulenza energetica personalizzato, che vi garantirà un risparmio effettivo sui consumi e sui costi energetici bloccato per 

5 anni, il quale potrà essere rinnovato di altri 5 anni per un massimo di 4 rinnovi.

HotBiLL elimina per sempre il pensiero delle vostre bollette, supervisionando e gestendo i consumi, attraverso l'installazione di apparecchiature esclusive, tecnologicamente avanzate, in grado di abbattere materialmente i consumi elettrici dei vostri utilizzatori. Le apparecchiature  verrànno messe a vostra disposizione in comodato d'uso, le quali vi permetteranno di aumentare l'efficienza energetica del vostro immobile riducendone le perdite e le dispersioni elettriche, le quali generano di conseguenza un maggior consumo indiretto e indiretto.  

Perché utilizzare HotBiLL 

Il sistema HotBiLL garantisce un risparmio dei costi energetici certo e definito per un periodo minimo di 5 anni, fino ad un massimo 25 anni. I clienti che scelgono HotBiLL si liberano per sempre del pensiero della bolletta, ricevendo una fattura mensile chiara, trasparente e semplice da analizzare, con un risparmio minimo garantito rispetto alle attuali bollette.

 

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Scegliendo oggi la convenzione HotBiLL per la fornitura di energia elettrica e del Gas, potrete godere del BONUS d’ingresso del valore pari al 50% della vostra ultima bolletta, se poi porterete un amico, avrete un ulteriore BONUS del valore pari al 25% dell’ultima bolletta pagata dal vostro amico che sceglierà come voi, la  convenzione HotBiLL.

 

 

Liberi dalle imposizioni che ci incatenano e ci impediscono di scegliere l'energia che vorremo, HotBiLL è l'energia verde, rinnovabile, a Zero Impatto ambientale

HotBiLL mette a vostra disposizione l'energia Verde prodotta dagli impianti fotovoltaici ed eolici, istallati nel sud Italia, grazie ad investitori che hanno aderito ad HotBiLL  contribuendo alla realizzazione  di impianti di produzione di energia Verde. 

Gli impianti vengono messi a disposizione dei clienti consumatori, attraverso l'offerta Energetica Soft Power di HotBiLL,  i nostri convenzionati consumatori utilizzano l'energia Verde  risparmiando e allo stesso tempo contribuendo alla salvezza del nostro Pianeta.

 

 

HotBill è un marchio di proprietà della Impiantica srl che da oltre 20 anni progetta, sviluppa e produce direttamente, sistemi innovativi tecnologicamente avanzati per la produzione, lo stoccaggio, la razionalizzazione e l'efficientamento dell'energia Verde.

HotBiLL ha scelto la tecnologia avanzata SemPower

SemPower è frutto di ricerche, di sviluppo di nuove tecnologie, dell'esperienza diretta della ZZElectronicis, società di diritto Svizzero, la quale ha concesso in esclusiva Mondiale l'utilizzo, la vendita e la produzione dei sistemi SemPower.

Il responsabile tecnico del progetto è l'Ing. Carlo Muzio, Ex ingegnere della Scuderia Ferrari ai tempi del grandissimo campione Michael Schumacher

 

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Delibera del 2 Dicembre 2015

COSTI ELETTRICI-

 Della bolletta dell’Enel in questo periodo si è discusso molto perché vi è associato, secondo le decisioni del Governo, anche il pagamento del canone Rai. Ma non molti hanno letto invece alcune novità che sono state introdotte dall’Autorità per l’energia con una sua delibera del 2 dicembre 2015. Che si traduce nella frase: meno consumi più paghi.

 

RIFORMA –

Questo paradosso è l’effetto della riforma della tariffa elettrica che è entrata in vigore a partire dal primo gennaio. Con il 2016, infatti, 30milioni di utenti cominciano a ricevere una nuova tipologia di bolletta che dovrebbe rendere il costo dei servizi «più trasparente ed equo». Questa è l’intenzione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che il 2 dicembre ha approvato una delibera in risposta a una direttiva europea sull’efficienza energetica. A conti fatti però le bollette di chi consuma di più risulteranno più leggere e viceversa, a conferma che molte regole europee sono insensate.

 

PILASTRI –

La riforma si basa su due pilastri. Innanzitutto l’abolizione della progressività, ossia il meccanismo introdotto 40 anni fa in seguito agli choc petroliferi degli anni ’70 che fa pagare di più il kWh a chi consuma di più e di meno a chi ha consumi bassi. Inoltre i costi di rete che costituiscono il 60% della bolletta (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) verranno spostati sulla parte fissa, cioè verranno pagati per punto di prelievo e per potenza impegnata, anziché per kWh consumato.

Secondo l’Autorità «ogni utente pagherà in modo equo per i servizi che utilizza e la gradualità permetterà di evitare eccessivi effetti su chi oggi con bassi consumi paga un po’ meno: ora andrà a pagare l’esatto corrispettivo per il servizio che usa, non più agevolato ma congruente con i costi».

 

CONSUMI –

Vediamo i rincari in base ai consumi. Un utente con consumi molto bassi, 900 kWh, a riforma completata (nel 2018) pagherà ben 117 euro in più rispetto ad adesso su di una bolletta attuale di 260 euro/anno. Nel 2017 la sua bolletta sarà più cara di 30 euro. Il residente con consumi medi, 2.700 KWh/anno, nel 2017 spenderà 17,00 euro in più mentre a fine riforma, nel 2018 la sua bolletta sarà di 19 euro in più. Un utente con consumi medi, ma con una potenza di allaccio oltre i 10Kw per via, ad esempio di attrezzature speciali, quali macchinari di lavorazione ecc, nel 2017 pagherà circa il 30% in più rispetto al 2015.

 

FAMIGLIE –

Per le famiglie a basso reddito l’Autorità ha previsto un «ammortizzatore»: si tratta del bonus sociale di sconto che nel 2017 viene potenziato in modo che le famiglie a basso reddito non ci sia nessun aggravio di spesa. A regime lo sconto dovrebbe essere portato dal 20 fino al 35% della spesa e con un ampliamento della platea.

 

La riforma delle tariffe dovrebbe incentivare l’installazione di apparecchiature elettriche efficienti, oggi frenate dagli eccessivi costi di utilizzo a causa della progressività del sistema.

 

 

Davide Crippa Commissione Attività produttive Camera dei Deputati scive:

 

 

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Continua la "soap opera" dei contatori che Enel sta installando su tutto il territorio nazionale. A spese nostre, cioè di tutti i cittadini.

In una memoria depositata nel corso di un'audizione in Commissione Attività produttive, il Ministero dello Sviluppo economico ha incredibilmente sostenuto che «la trasmissione del dato a valle dello strumento di misura - cioè del contatore, ndr - non è, ad oggi, affidato alle competenze di metrologia legale»: in poche parole nessuno controlla che i dati trasmessi siano esatti.
Tocca all'Autorità e alle norme Cei, chiarire i protocolli di dialogo tra contatore e trasmettitore del dato. 

Peccato che a oggi venga segnalato come non siano ancora stati programmati nemmeno i chiarimenti sulla gestione del dato post-misura.

Un'audizione dalla quale abbiamo avuto conferma di quanto sosteniamo da tempo: le fatture che riportano la quota potenza sono illegali perchè si riferiscono a una quantità non misurata e non oggetto di misurazione. E lo dice la stessa Enel. 

Sono 30 milioni i contatori di cui parliamo e anche da un punto di vista tecnologico sono passati tanto che AGCOM e AGID ne segnalano il rischio di sostituzione massiva. Insomma, una sostituzione bis. 
Un danno per tutti i consumatori. 
Un costo stimato di 4 miliardi di euro caricato sulle spalle dei consumatori.

Il MISE va pure oltre: «La lettura del dato del contatore di energia elettrica attiva, risultato della misurazione, è il valore che costituisce la base su cui è calcolato il prezzo che dovrà corrispondere».
Quindi in sostanza il MISE non riconosce la possibilità di modificare i parametri di misura del contatore, come avviene di fatto con la tele gestione a distanza del contatore stesso. 


Per dirlo con parole più semplici: già oggi è possibile che il distributore modifichi i parametri di misura del contatore, ad esempio potenza massima erogabile, ed incidendo anche sulla variabile tempo può incidere sulle fasce di misura. Insomma una gestione prima della misura che il Mise sembra non conoscere.

Qui ci si sta dimenticando il fatto che il consumatore paga anche in base alla potenza disponibile massima del suo contatore 3, 4,5,6 kW. Insomma il dato è gestibile anche a distanza: è possibile che a nessuno venga in mente di verificare che quel parametro sia tracciato e correttamente fatturato? 


Senza considerare che si pagherà la fattura in base alle ore di utilizzo dell'energia elettrica e pertanto c'è un leggero corto circuito - per restare in tema - su chi ci fornirà i tracciati delle nostre fasce di consumo.

Se si può agire a distanza anche sulla variabile tempo, di conseguenza si può agire a distanza sui kWmh fatturati in bolletta, perché il MISE non assicura un "register counter", un raccoglitore di eventi sui parametri di modifica sui contatori di tutti i consumatori.

Auspichiamo che il periodo di transitorietà ipotizzato dal Mise possa servire per conoscere i reali COSTI/BENEFICI del sistema per il consumatore finale, così come peraltro richiesta dalla direttiva sull'efficienza energetica .

Lo riportiamo per semplicità: 
Articolo 9: "Gli Stati membri provvedono affinché, nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, i clienti finali di energia elettrica, gas naturale, teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda per uso domestico, ricevano a prezzi concorrenziali contatori individuali che riflettano con precisione il loro consumo effettivo e forniscanoinformazioni sul tempo effettivo d'uso.


Un tale contatore individuale a prezzi concorrenziali è sempre fornito quando:
a) è sostituito un contatore esistente, salvo ciò sia tecnicamente impossibile o non efficiente in termini di costi in relazione al potenziale risparmio energetico stimato a lungo termine;"

L'Autorità ha detto già diverse volte di NON aver eseguito alcuna valutazione dei COSTI/BENEFICI dei nuovi contatori 2.0.

L'Autorità non sembra aver chiaro che è necessario un unico sistema di trasmissione dei dati di misura rilevati per la gestione dei consumi gas, acqua e elettricità, e quindi si sta procedendo con protocolli di comunicazione non unitari e moltiplicazione dei sistemi di gestione dei dati.

Quel che è peggio è che l'Autorità ha riconosciuto che la potenza non è un termine oggetto di misura, pur essendo evidente che la stessa sia una caratteristica che deve essere costante nel tempo, visto anche che in fattura al consumatore viene inserito la cosìdetta "Quota Potenza" che viene espressa come €/Kw/anno. 
Questo parametro è telegestibile, tanto che basta una telefonata per aumentare o abbassare la potenza, non viene registrato e non ha un riscontro di monitoraggio nel tempo, pertanto la domanda è: chi certifica che quella potenza contrattuale venga erogata e mantenuta nel tempo?

La risposta è stata allucinante e ci fa intendere che nessuno sta seguendo quell'aspetto.
Immaginiamo questa situazione nel futuro immediato con il consumatore parte attiva nel mercato della domanda (limitando la propria potenza in deterninati periodi giornalieri, partecipamdo al bilanciamento della rete).

Fermiamo il percorso di sostituzione dei contatori, sino a quando non saranno note le modalità comunicative di trasmissione dei dati chain 2 e non venga chiarito come deve essere registrata la disponibilità di potenza.

 

  Innovazione, Tecnologia, Ambiente

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